Fiore di Cactus® viene disegnato da Francesco Vezzoli per Gufram nel 2025, con la speciale collaborazione della piattaforma americana Ray. Il titolo, tratto dal film con Walter Matthau, Ingrid Bergman e Goldie Hawn, diventa il pretesto per l'artista per realizzare un sofisticato "hacking" della scultura domestica per eccellenza, il Cactus® di Gufram, originariamente progettato nel 1971 da Guido Drocco e Franco Mello.
La grafica quasi kitsch del reality show mimetico Comizi di non amore (2004) di Vezzoli è pervasa da rose lucide e romantiche, idealizzate nell’immaginario collettivo. Queste stesse rose sbocciano in tre dimensioni, grazie a un magistrale processo di ricamo concettuale, proprio in cima all’intramontabile appendiabiti di Gufram. Lo storico marchio di design ha scelto Vezzoli per far “fiorire” il Cactus® proprio per la sua capacità di reinterpretare l’estetica “pop” in modo raffinato e intellettuale e, soprattutto, di guardarla con occhio autentico e non snob. Dopotutto, uno dei principi fondanti del Radical Design è quello di sfumare sempre più i confini tra arte, design e spazi quotidiani.
Fiore di Cactus® è una collaborazione esclusiva che va oltre l’impagabile contributo artistico di Vezzoli. Crea una sinergia con Ray, una piattaforma americana che promuove e investe nella creazione di edifici che coniugano arte, cultura e senso di comunità. Ray cura meticolosamente ogni aspetto del progetto, dall’architettura all’interior design, assicurandosi che estetica e funzionalità siano sempre al centro di tutto. Nello specifico, l’opera d’arte è nata da una commissione di Dasha Zhukova per un progetto Ray a Phoenix, in Arizona. È in questo contesto visionario che Gufram arricchisce il suo iconico Cactus® con l’inconfondibile intervento artistico di Vezzoli. Questa particolare versione, prodotta in edizione speciale di soli 30 esemplari, rafforza il concetto dell’opera come multiplo di design destinato a spazi che celebrano l’incontro tra avanguardia creativa e vita quotidiana, con Francesco Vezzoli accreditato come curatore di questa edizione.